ADI (Advanced Distance Integration) Autore: Alemaff | ADI (Advanced Distance Integration), un sistema sofisticato per controllare le esposizioni con flash. Con la misurazione flash tradizionale, soggetti scuri o moto riflettenti possono ingannare il sistema di misurazione e provocare sovra o sotto esposizioni. Per ridurre l’influenza del riflesso del soggetto o dello sfondo, la misurazione ADI utilizza le informazioni sulla distanza fornite dagli obiettivi Minolta/Sony della serie D con misurazione TTL (attraverso l’obiettivo) per controllare la quantità di luce flash emessa. La misurazione ADI viene impiegata sia con il flash incorporato della macchina sia con i flash esterni di tipo ADI(D) |
| | |
Anello di inversione Autore: gian paolo passera | Accessorio per la macrofotografia. Consente di montare un obiettivo invertito sull\'innesto della reflex. Siccome i normali obiettivi sono progettati per fornire le loro migliori rpestazioni ad elevate distanze di messa fuoco, girandoli essi acquisiscono la capacità di mettere a fuoco a distanze ridottissime e diventano ottimizzati per tale uso. In questo modo si ottengono alti rapporti di ingrandimento, specie con le ottiche di corta focale, con una spesa contenuta. L\'obiettivo perde ovviamente ogni automatismo e si deve lavorare in manuale, mettendo a fuoco spostando l\'intero complesso reflex ed obiettivo ed esponendo in stop down. |
| | |
Apocromatico (APO) Autore: gian paolo passera | Definisce uno schema ottico. I teleobiettivi sono particolarmente sensibili al fatto che i raggi luminosi dello spettro luminoso non giungano contemporaneamente a fuoco. Tale fatto causa le frange cromatiche che portano ad avere aloni giallastri o violacei attorno alle parti più luminose dell\'immagine. Questo dipende dal fatto che i raggi luminosi aventi differente lunghezza d\'onda, e di colore diverso, giungono a fuoco a distanze diverse. Per correggere tale difetto si adotta uno schema ottico con lenti che, per geometria o tipo di materiale, consente di mettere a fuoco alla stessa distanza i raggi luminosi di diverso spettro. A seconda della qualità e della complessità dello schema ottico è possibile correggere parte o tutta l\'aberrazione cromatica ed averne dei residuo poco visibili.
tale caratteristica, soprattutto con le lenti di grande diametro tipiche dei tele luminosi, comporta un notevole costo e l\'adozione di vetri speciali.
Tutto questo in teoria perché, purtroppo, non esiste una legge che stabilisca quale sia la tolleranza minima oltre la quale una lente non possa più definirsi APO e spesso questa scritta si trova su obiettivi che effettivamente APO non sono. Magari solo LD o ED. |
| | |
APS-C formato Autore: gian paolo passera | Nelle moderne reflex digitali il sensore può avere dimensioni diverse. Il formato detto aps misura circa le stesse dimensioni della pellicola aps, ossia 23.5x15.7 mm. Tali dimensioni, adottate sulle reflex Sony-Minolta, comportano un fattore di moltiplicazione della focale delle ottiche impiegate pari a 1.5x. |
| | |
ASA Autore: gian paolo passera | Vecchio modo di indicare la sensibilità di una pellicola o di un sensore, Equivale numericamente agli ISO. |
| | |
Asferico Autore: gian paolo passera | Riferito ad una lente di un obiettivo, indica una particolare conformazione geometrica della stessa. Le lenti hanno genericamente un profilo sferico, ottenuto mediante molatura di un elemento di vetro ottico o, nel caso di lenti economiche, per iniezione di resine. Nel caso di obiettivi grandangolari, soprattutto zoom, alcune distorsioni sono molto marcate ed il loro contenimento è notevole grazie all\'inserimento nello schema ottico di lenti asferiche. Queste hanno una superficie appunto non sferica, il che consente di orientare diversamente i raggi luminosi che passano vicino al centro della lente rispetto a quelli più periferici, con correzione delle distorsioni. La produzione di tali lenti può avvenire o molando un vetro ottico con costi molto elevati, oppure sovrapponendo per iniezione in stampo ad una lente sferica uno strato di resina dal profilo asferico. Tale metodo consente l\'applicazione in obiettivi non eccessivamente costosi ma lascia dei dubbi sulla durata delle caratteristiche ottiche della resina nel tempo. |
| | |
Autofocus Autore: andromeda | Sistema di messa a fuoco automatica.
Può essere del tipo :
1)\\\"Predictive\" o a inseguimento, per la messa a fuoco di soggetti in rapido movimento, il dispositvo tiene conto del tempo di ritardo tra il pulsante di scatto e l\'attivazione dell\'otturatore, in effetti è un calcolo che esegue la macchina sul punto futuro in cui si troverà il soggetto.
2)Autofocus continuo, la macchina tiene a fuoco il soggetto in movimento tenendo parzialmente premuto i pulsante di scatto.
3)Autofocus singolo con blocco della messa fuoco,premendo a metà il pulsante di scatto la macchina mette a fuoco il soggetto e blocca la focheggiatura,in tal modo consente di ricomporre l\'inquadratura senza perdere la messa a fuoco.
Nota :la prima reflex autofocus è stata la Minolta 7000 AF del 1985. |
| | |
Autoscatto Autore: andromeda | Ritarda l\'esposizione di circa 10 secondi,in alcuni casi è anche programmabile il tempo del ritardo, per dar tempo al fotografo di entrare nell\'inquadratura |
| | |
Bianchino Autore: walti | Nickname attribuito da Tazmataz all\'obiettivo Minolta - AF 200 F2.8 G APO HS e precedenti modelli. Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=78 |
| | |
Bianchissimo Autore: walti | Nickname attribuito da Tazmataz all\'obiettivo Minolta - AF 400 F4.5 HS APO G.
Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=22 |
| | |
Biancone Autore: walti | Nickname attribuito da Tazmataz all\'obiettivo Minolta - AF 80-200 F2.8 HS APO G. Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=59 |
| | |
Biancone++ Autore: walti | Nickname attribuito da Tazmataz all\'obiettivo Sony - AF 70-200 F2.8 G SSM e precedenti modelli.
Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=315 |
| | |
Biancotanto Autore: walti | Nickname attribuito da Tazmataz all\\\'obiettivo Minolta - AF 300 F2.8 APO G D SSM e precedenti modelli. Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=174 |
| | |
Biancotto Autore: walti | Nickname attribuito da Tazmataz all\'obiettivo Minolta - AF 300 F4 HS APO G. Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=21 |
| | |
Biottica Autore: gian paolo passera | Macchina fotografica a pellicola in formato 6x6, avente due lenti. La superiore serve per inquadrare la scena attraverso un mirino a pozzetto e per effettuare la messa a fuoco. Quella inferiore invece è l \'obiettivo attraverso cui si impressiona la pellicola. Sono macchine storicamente molto importanti, attualmente non più in produzione, il cui marchio più noto è stato Rolleiflex. |
| | |
BLOCCO MEMORIA Autore: andromeda | Controllo, collegato al pulsante di scatto ed al bocco AF o separato, per memorizzare temporaneamente la lettura esposimetrica della fotocamera automatica.
|
| | |
Candido Autore: walti | Nickname attribuito da Davidinf23 all\'obiettivo Minolta - AF 600 F4 APO G HS e precedenti modelli. Altre fonti (Tazmataz) lo definiscono \"IL Bianco\"
Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=24 |
| | |
Carlangolo Autore: walti | Nickname attribuito da Diagaz72 all\'obiettivo
Carl Zeiss - Vario-Sonnar T 16-35/2.8 ZA SSM.
Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=480
|
| | |
Carlargo Autore: walti | Nickname attribuito da Walti all\'obiettivo Carl Zeiss - Distagon T* 24mm F2 SSM. Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=587&title=Carl-Zeiss-Distagon-T*-24mm-F2-SSM |
| | |
Carletto Autore: walti | Nickname attribuito da Diagaz72 all\\\'obiettivo Carl Zeiss - Vario-Sonnar T* DT 16-80 F3.5-4.5. Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=318 |
| | |
Carlo Autore: walti | Nickname attribuito da Fishhawk all\'obiettivo Carl Zeiss - Planar T* 85 F1.4. Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=317 |
| | |
Carlo Magno Autore: walti | Nickname attribuito da Fishhawk all\'obiettivo Carl Zeiss - Sonnar T* 135 F1.8.
Altre fonti (Diagaz72) lo definiscono \"Carlo V\". Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=300 |
| | |
Carlone Autore: walti | Nickname attribuito da Walti all\'obiettivo Carl Zeiss - Vario-Sonnar T* 24-70 F2.8 ZA SSM. Vedasi http://www.dyxum.com/lenses/detail.asp?IDLens=438 |
| | |
CCD Autore: andromeda | CCD (Charge Coupled Device). È il tipo più comune di sensore immagine usato dalle fotocamere digitali. Il sensore ad accoppiamento di carica vede in realtà solo immagini bianconero e deve impiegare filtri rossi, verdi e blu per registrare i colori. Sono più costosi ed assorbono più energia degli alternativi CMos. I suoi elementi (pixel) emettono un segnale elettrico di tipo analogico a seconda dell’intensità della luce che li colpisce
|
| | |
CF (Compact flash) Autore: gian paolo passera | Tipo di memoria su cui si effettua il salvataggio delle immagini all\'interne delle fotocamere digitali. Si tratta del primo tipo di memoria ad essere stato prodotto e le sue dimensioni derivano strettamente da quelle del rullino fotografico, di cui eredita l\'altezza, in quanto fu inserita nelle prime reflex digitali che derivavano strettamente da quella analogiche. Esiste nelle tipologie I e II, che differiscono per lo spessore e per la massima capienza allocabile. Negli slot di tipo II possono essere inseriti anche i microdrive, hard disk miniaturizzati. Le schede CF attualmente arrivano a 32 Gb, con tagli correnti da 1 a 4, e differiscono per la velocità espressa in X. Schede veloci (66X-120X-133X-266X, ecc.) servono per consentire elevate velocità di raffica nelle reflex di fascia alta. |
| | |